vVinci Pasticceria Siciliana Messina

Premiata Pasticceria Lillo Vinci Messina/h2>

Specialità Dolciarie Siciliane

Paste di Mandorla, Qauresimali, Pignolata, Cannoli, Cassata Siciliana

Panettone artigianale

Lillo Vinci Pasticceria Siciliana

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Le origini delle paste di mandorla, così come quasi tutto dell’arte dolciaria siciliana è attribuibile al clero dell’isola ed in particolare alle monache che erano esperte nella trasformazione di questa materia prima così ricca di sostanze nutritive e curative. All’inizio con questo generoso prodotto della terra si preparavano oltre che prodotti curativi per la pelle ( in special modo per i bambini piccoli) anche degli estratti da bere, che pare proprio alla corte di Federico II di Svevia già nell’undicesimo secolo questa bevanda fosse molto ambita e richiesta.CARATTERISTICHEDa questo frutto a guscio così versatile nella sua trasformazione, oltre alle bevande e gli infusi, pian piano si è passati alla lavorazione per uso dolciario dove attenti ed estrosi maestri pasticceri abbinando ingredienti molto semplici come l’albume d’uovo, il miele, lo zucchero e le bucce grattugiate di limone sono riusciti ad ottenere un sublime regalo per il palato, decorandole soltanto con un delicato strato di zucchero a velo.DENOMINAZIONEVariante delle paste di mandorla, nella loro lavorazione si aggiunge del latte (a differenza delle paste di mandorla) per renderli ancora più morbidi e delicati e la loro decorazione è semplicemente lo zucchero a velo.CONSIGLII fior di mandorla, regalano momenti di piacere durante le pause per il the o nelle ricorrenze importanti come matrimoni, battesimi o cerimonie di inaugurazione dove questi prodotti vengono offerti come dessert.INGREDIENTIMandorle, zucchero, albumi, miele, latte, zucchero a velo, vanillina, aroma di limone, zucchero a velo.

Fior-di-MandorlaFior-di-MandorlaFior-di-MandorlaFior-di-Mandorla

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il pistacchino alle mandorle, è una variante delle paste di mandorla, con l’aggiunta di pasta pistacchio, che i maestri pasticceri elaborarono per creare un nuovo dolce ed arricchire ancor di più le qualità di questo favoloso prodotto, le cui origini, così come quasi tutto dell’arte dolciaria siciliana è attribuibile al clero dell’isola, ed in particolare alle monache che erano esperte nella trasformazione delle mandorle. All’inizio con questo generoso prodotto della terra si preparavano oltre che prodotti curativi per la pelle, ( in special modo per i bambini piccoli) anche degli estratti da bere, che pare proprio alla corte di Federico II di Svevia già nell’undicesimo secolo, questa bevanda fosse molto ambita e richiesta.LE CARATTERISTICHEQuesto dolce così armonioso nel suo sapore, è da inquadrare come specialità tipica, vista la provenienza delle materie prime con la quale viene prodotto, la sua corposità ed eleganza nella presentazione, lo rendono un prodotto degno per una votazione da dieci e lode.DENOMINAZIONEDolci caratteristici siciliani, ricoperti interamente da scaglie di mandorla affettata, preparati tutto l’anno e venduti singolarmente o nel misto tra le paste di mandorla e gli amaretti. La sua forma ed il sottilissimo strato di zucchero a velo che li ricopre, rende l’idea della lavorazione semplice ma elegante.CONSIGLICome tutti i prodotti di pasticceria secca, questi dolci si prestano bene ad essere degustati per varie cerimonie e ricorrenze, oltre che per delizia del palato, ogni qualsivoglia.INGREDIENTImandorle, zucchero, albumi, miele, pasta pistacchio, latte, zucchero a velo, vanillina, zucchero a velo.

Pistacchini-alle-MandorlePistacchini-alle-MandorlePistacchini-alle-Mandorle

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La datazione della ricetta è sicuramente di tempi moderni, la tradizione enogastronomica siciliana è talmente importante che la trasformazione di materie prime d’eccellenza, come il pistacchio di Bronte, rientrano nell’ordinario, quando passione e fantasia vanno d’accordo con il cuore. Di questo prodotto esistono tante varietà, secondo come ogni maestro lo vuole personalizzare, ad esempio nelle nostre pasticcerie se ne producono diversi tipi : uno si ottiene con la macinazione di pistacchi interi e granellandolo in altrettanti pistacchi rendendolo un dolce regale, ed altri con pasta di mandorle e aggiunta di pasta pistacchio granellandolo in foglie di mandorla affettata, molto suggestivo nella sua presentazione.LE CARATTERISTICHEQuesto è un dolce dal colore e dal sapore che richiama inequivocabilmente i tratti della Sicilia, i pistacchi di Bronte, il miele dell’Etna e le mandorle di Avola (nella varietà alle mandorle) appongono un marchio indelebile nella sua connotazione.DENOMINAZIONEPistacchini: il nome di questo dolce è già la sua carta d’identità, la sua presentazione in granella di pistacchio e pistacchi interi lo rende un prodotto regale ed importante.CONSIGLIcome tutti i prodotti di pasticceria secca, questi dolci si prestano bene ad essere degustati per varie cerimonie e ricorrenze, oltre che per delizia del palato ogni qualsivogliaINGREDIENTIPistacchi, zucchero, albumi, miele, latte, vanillina, zucchero a velo.

PistacchiniPistacchiniPistacchini

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L’eccellenza delle materie prime che la nostra Sicilia ci offre, ha reso possibile, offrire delizie al palato senza eguali e questa sicuramente è una di quelle. La datazione dei pinolini, risale approssimativamente all’anno 1329, quando per le nozze tra Federico II d’Aragona ed Eleonora D’Angiò, nel monastero di Santa Maria della Valle in Messina (oggi chiamato Badiazza), le monache (oltre ad altre prelibatezze) per l’occasione prepararono questi dolcetti, la cui materia prima da quelle parti abbondava: i pinoli ( visto che detto monastero si trova immerso in una pineta grandissima). Le mani sapienti delle monache, seppero abbinare le mandorle e i pinoli, così vennero fuori queste bontà che tutt’oggi regalano veri momenti di piacere per il palato.LE CARATTERISTICHEQuesto dolce, nella sua struttura è molto simile alle paste di mandorla, ma l’aggiunta dei pinoli durante la lavorazione, rende questo prodotto un concentrato di bontà e di bellezza, la sua presentazione a mucchietto di pigne, da il senso ed il profumo del bosco.DENOMINAZIONEDolci caratteristici siciliani, ricoperti interamente da pinoli, preparati tutto l’anno e venduti singolarmente o nel misto tra le paste di mandorla e gli amaretti. Dalla sua connotazione si evince che codesto prodotto è un dolce regaleCONSIGLIcome tutti i prodotti di pasticceria secca, questi dolci si prestano bene ad essere degustati per varie cerimonie e ricorrenze, oltre che per delizia del palato ogni qualsivoglia.Mandorle siciliane, zucchero, pinoli,  albumi d'uovo pastorizzato, miele, latte intero, vanillina.

PinoliniPinoliniPinolini

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Come per altre ricette siciliane questo dolce affonda le sue radici nella notte dei tempi, le varie dominazioni che si sono susseguite hanno lasciato un segno indelebile nella cultura enogastronomica del posto e sicuramente quella araba è stata tra le più importanti sotto questo punto di vista, considerando che la loro cucina era piuttosto forte e speziata, gli amaretti si inseriscono bene in questo contesto, l’aggiunta di mandorle amare conferisce loro un gusto forte e particolare, rendendo questo prodotto una vera e propria specialità. Si differenziano dagli amaretti di Saronno per il fatto che questi ultimi, sono prodotti con le armelline e sono croccanti, mentre i nostri sono realizzati con mandorle selezionate e quindi molto più pregiati e morbidi per via di una diversa lavorazione.LE CARATTERISTICHEDa questo frutto a guscio così versatile nella sua trasformazione, oltre alle bevande e gli infusi, pian piano si è passati alla lavorazione per uso dolciario dove attenti ed estrosi maestri pasticceri abbinando ingredienti molto semplici come l’albume d’uovo, lo zucchero, sono riusciti ad ottenere un sublime regalo per il palato.DENOMINAZIONEAmaretti: dolce tipico siciliano, dal nome che lo identifica per il loro aroma il quale conferisce un sapore che tende all’amaro, ma comunque ugualmente dolce in termini di quantità di zucchero ivi contenuto.CONSIGLIProdotto che si gusta bene sia dopo pranzo che dopo cena, come delizia; e nell’insieme di paste di mandorla per cerimonie o ricorrenze di vario tipo, va benissimo accompagnato da un vno alle mandorle.  INGREDIENTIZucchero, mandorle, albumi d’uovo, destrosio, aroma di mandorle amare, vanillina, zucchero a velo.  

AmarettiAmarettiAmaretti

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Le origini delle paste di mandorla così come quasi tutto dell’arte dolciaria siciliana è attribuibile al clero dell’isola ed in particolare alle monache che erano esperte nella trasformazione di questa materia prima così ricca di sostanze nutritive e curative. All’inizio con questo generoso prodotto della terra si preparavano oltre che prodotti curativi per la pelle ( in special modo per i bambini piccoli) anche degli estratti da bere, che pare proprio alla corte di Federico II di Svevia già nell’undicesimo secolo questa bevanda fosse molto ambita e richiesta.LE CARATTERISTICHEDa questo frutto a guscio così versatile nella sua trasformazione, oltre alle bevande e gli infusi, pian piano si è passati alla lavorazione per uso dolciario, dove attenti ed estrosi maestri pasticceri, abbinando ingredienti molto semplici come l’abume d’uovo, il miele, lo zucchero e le bucce grattugiate di limone, sono riusciti ad ottenere un sublime regalo per il palato; di svariate forme e colori, utilizzando per la loro decorazione altri doni della natura come: ciliegie albicocche pistacchi arance e quant’altro secondo la fantasia del pasticcere.DENOMINAZIONEDal tipo di lavorazione le paste di mandorla si diversificano in: fior di mandorla , pastine secche, croccantini, torte alle mandorle ed altre specialità proposte a seconda delle festività, incluse le svariate forme di pecorelle, come ad esempio gli agnelli al forno ripieni di cedro, pecorelle di marzapane ecc.CONSIGLIQualunque forma esse abbiano, le paste di mandorla regalano momenti di piacere durante le pause per il the o nelle ricorrenze importanti come matrimoni, battesimi o cerimonie di inaugurazione, dove questi prodotti vengono offerti come dessert.INGREDIENTIMandorle, zucchero, albumi, destrosio, miele,  zucchero a velo, frutta candita, vanillina, aroma di limone, zucchero a velo.

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Biscotti dal nome particolarissimo dalle origini inequivocabilmente messinesi. Alcune fonti danno la paternità (come per altre prelibatezze dolciarie) ad un convento di suore Vincenziane,”nzuddi” deriverebbe proprio da una forma dialettale siciliana del diminutivo di “Vincenzo”, altre a maestri pasticceri del 1500 che inventarono questo dolce a forma di zolla, (che in dialetto messinese si traduce “ nzudda”) per l’arrivo in città di Don Giovanni d’Austria figlio di Carlo V°, che nel porto di Messina radunò la flotta per la battaglia di Lepanto contro l’armata turca, detti biscotti vennero dati agli equipaggi delle galee per delizia del palato e come apporto nutritivo ,viste le proprietà rinvigorenti delle mandorle. Tramandatosi di generazione in generazione divenne il biscotto d’eccellenza per la festività della Madonna della Lettera (patrona della città), con la differenza che per tale ricorrenza, l’esterno dei biscotti era ricoperto con delle caramelle alla cannella.LE CARATTERISTICHEQuesti biscotti molto gustosi e friabili nacquero dapprima con ingredienti molto semplici, infatti a parte l’eccellenza delle mandorle e le scorze d’arancia, l’impasto veniva realizzato con acqua e strutto. Adesso nell’opulenza dei tempi moderni, le uova fresche hanno preso il posto dell’acqua, la delicata margarina il posto dello strutto ed invece di scorze d’arancia si usa mettere olio essenziale d’arancia.DENOMINAZIONEGli nzuddi, ( biscotti a forma di zolle) nascono come delizia per la truppa militare di Don Giovanni D’Austria e nei secoli si trasformano dapprima come prelibatezza nella festa del 3 giugno per la Madonna della Lettera, (ancora oggi per tale ricorrenza, è tradizione per le confraternite che sfilano in corteo nella processione farsi dono di una confezione di detti biscotti) e poi come biscotto giornaliero.CONSIGLIQuesti biscotti sono ottimi da intingere in vini liquorosi come la malvasia di Lipari, il passito di Pantelleria o il Marsala.INGREDIENTIFarina   00,  Zucchero,  Mandorle, Margarina, Uova, Acqua, Ammoniaca, Vanillina,  Aroma DI arancio.

NzuddiNzuddiNzuddi

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La cultura araba ha lasciato nella tradizione gastronomica siciliana, evidenti tracce che ancora oggi contraddistinguono molte ricette locali dai sapori e dai profumi inebrianti, una di queste sicuramente è quella dei quaresimali ed altro non è che la versione rielaborata ed arricchita dei piparelli , biscotti molto simili ai cantucci toscani, ma molto più speziati ed aromatizzati come vuole la tradizione orientale..LE CARATTERISTICHEA contraddistinguere questi biscotti è sicuramente l’uso delle materie prime con la quale vengono realizzati: le mandorle siciliane che hanno un sapore corposo ed avvolgente, (naturalmente grazie alle proprietà organolettiche della quale sono composti gli oli ivi contenuti) frutto della nostra terra di origine vulcanica che rende particolare il gusto della frutta a guscio, il miele delle zone dell’Etna, non troppo lavorato che dona ai prodotti che lo contengono un aroma ed un gusto inconfondibile, l’aroma di arancia che appone come una firma inequivocabile e rende l’idea della provenienza, cioè la terra degli agrumi “LA SICILIA”. La maggiore fragranza rispetto ai piparelli gli viene conferita dall’abbondanza di uova fresche e dalle materie grasse, in questo caso lo strutto.DENOMINAZIONEBiscotti quaresimali, simili ai piparelli. Essi nascono come pietanze votive legate alla Quaresima, dunque traggono origini molto antiche, creati dai monaci siciliani per sopperire al digiuno dettato dal divieto di consumare carne. I Piparelli devono probabilmente, il proprio nome all'ultima fase della cottura che un tempo avveniva all'interno di stufe a legna che sembravano fumare proprio come pipe. In ogni caso forte legame con la cultura siciliana, quella messinese in particolare, è valso a questo ottimo biscotto l'inserimento nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).CONSIGLIPer gustare al meglio i quaresimali, la tradizione consiglia di accompagnarli, o magari proprio di intingerli, in un buon vino liquoroso siciliano come la Malvasia il Passito di Pantelleria, oppure il Marsala.INGREDIENTIFarina   00, Zucchero, Mandorle, Uova, Strutto, Panna, Miele, Latte, Acqua, Bicarbonato ,  Ammoniaca, Vanillina, Aroma di arancio

QuaresimaliQuaresimaliQuaresimaliQuaresimali

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Non è semplice datare con precisione le origini della Pignolata.. La sua nascita, infatti, ha, con ogni probabilità, radici comuni a quella degli struffoli napoletani, della pignoccata palermitana e della cicerchiata dell'Italia centrale. Si può, invece, collocare storicamente con una certa precisione l'introduzione nella ricetta della caratteristica che ha reso del tutto differente la variante messinese da quella del resto d'Italia. Sebbene, infatti, anche la ricetta della pignolata si basi sulla realizzazione dei tipici gnocchetti dolci fritti e modellati a forma di pigna, in questa versione le palline vengono ricoperte di un'appetitosa glassa per metà bianca, al limone, e per metà scura, al cioccolato. Questa usanza si diffuse all'epoca della dominazione spagnola, quando alcune famiglie nobili chiesero che la ricetta tradizionale, originariamente ricoperta di miele, fosse resa meno povera. Fu così che nacque l'idea di arricchire il dolce con un una profumatissima glassatura.LE CARATTERISTICHECiò che rende particolarmente caratteristica la variante messinese della ricetta è l'originale aspetto “bicolore” conferitole dalla glassatura. Gli gnocchetti, tradizionalmente fritti nello strutto, vengono ricoperti per metà da una glassa bianca al limone e per metà da una glassa scura al cioccolato dal tipico aroma di cioccolato vanigliato.DENOMINAZIONELa ricetta tipica del Carnevale messinese, chiamata anche pignolata glassata per la tipica forma simile alle pigne e per la caratteristica copertura, ha meritato il riconoscimento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che l'ha inserita nell'Elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) con la denominazione di Pignolata di Messina.PRODUZIONEUn tempo prodotta in occasione del Carnevale, oggi la Pignolata di Messina può essere trovata durante tutto l'anno in tutta la zona dello Stretto, dove è diventata uno dei dolci più rappresentativi della tradizione locale. Il particolare successo riscosso anche al di fuori dei confini regionali ha favorito un notevole incremento della produzione che oggi viene destinata sia al mercato nazionale che internazionale.INGREDIENTI DEL BISCOTTO:  Farina 0,  farina 00, uova,  tuorli,  alcol puro,INGREDIENTI DELLA MERINGA: zucchero, acqua, albumi  d’uovo, glucosio, aroma di limone.INGREDIENTI DELLA GLASSATURA AL CIOCCOLATO: zucchero, acqua, cioccolato puro, surrogato di cioccolato, pasta di gianduia, glucosio, vanillina, aroma di cannella.LA CULTURALa pignolata è un dolce tipico sia della provincia di Messina, dove in alcune località viene ancora preparata secondo la ricetta originaria che prevedeva la copertura delle “pigne” con il solo miele, che di quelle di Ragusa (dove è nata una particolare versione del dolce) e di Reggio Calabria, specialmente nell'area compresa tra Melito e Scilla, dove si è diffusa una variante con la glassatura all'aroma di bergamotto.IN CUCINAChe si scelga di preparare la Pignolata di Messina nella sua versione originaria, con copertura di miele, oppure nella sua variante più caratteristica con la doppia glassatura, il cuore della ricetta rimane esattamente lo stesso, ossia i gustosi gnocchetti fritti di farina, uova, tuorli e alcol puro. Il Carnevale a Messina si colora delle tinte variopinte di coriandoli e stelle filanti ma anche, e soprattutto, del bianco e del nero della Pignolata glassata, uno dei dolci più rappresentativi della tradizione locale la cui ricetta, come la conosciamo oggi, risale all'epoca della dominazione spagnola.

PignolataPignolataPignolataPignolataPignolata

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L’origine del torrone è da attribuire agli antichi romani, infatti dall’etimologia della parola: dallo spagnolo turròn, abbrustolito, derivato da turrar, arrostire, al latino torrere, tostare come in effetti sono le mandorle impiegate per la lavorazione del torrone. Marco Gavio Apicio, vissuto sotto l’autorità di Tiberio, scrisse alla fine del I secolo d.C. il “De Re Coquinaria”(L’arte culinaria); in questo trattato, Apicio parla di un dolce, antenato del torrone preparato con miele, mandorle ed il bianco d’uovo. Sicuramente come la maggior parte dei dolci, in Sicilia subisce la contaminazione dell’arte culinaria araba, infatti oltre la qualità prodotta con gli albumi, via via si produce anche quello con il miele e lo zucchero caramellato ( tipica lavorazione di origine araba) ed insaporito con spezie forti come la cannella, lo si deduce anche dal nome come viene chiamato in alcune zone del meridione cuppedo, cupeto o cupàte la cui origine della parola araba qubbat (mandorla)LE CARATTERISTICHEQuesto dolce preparato con ingredienti semplici : mandorle tostate, zucchero, miele albumi d’uovo è caratteristico nei periodi natalizi dove lo si gusta in molteplici varietà, aggiungendo cioccolato, aromi e spezie di vario genere.DIFFUSIONELa diffusione e la commercializzazione di questo magnifico dolce (prettamente natalizio) la si deve secondo alcune fonti, anche ai cremonesi, dove c’è un antica tradizione di questo prodotto, infatti durante il banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti nel 1441, fu servito un dolce di mandorle, miele ed albume che riproduceva la forma del torrione della città, quindi dalla parola torre, alla parola torrone, il passo è breve.INGREDIENTIZucchero, mandorle, glucosio, destrosio, acqua, conservante (E 200), aromi naturali, coloranti.mandorle tostate, zucchero, miele, glucosio, albumi d’uovo aroma di limone.RICOPERTURA ESTERNA : surrogato di cioccolato bianco ed aroma di limone (nella varietà bianca). Mandorle tostate, zucchero, miele, succo di limone, vanillina, aroma di cannella. RICOPERTURA ESTERNA: surrogato di cioccolato. (nella varietà scura).

TorronciniTorronciniTorronciniTorroncini

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Se ne possono trovare molte varietà, di pasta montata, di pasta frolla,  di sfoglia, con il cioccolato o con la marmellata. Ottimi da gustare per uno spuntino o con il the.il mitico eroe Giasone, prima di partire in nave con gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro, ordinò al cuoco di cuocere il pane da portare in viaggio. Però il cuoco, durante l’ultima  infornata, s’addormentò come un sasso; quando si svegliò corse al forno temendo di aver bruciato il pane, ma invece lo trovò soltanto ridotto di volume, appiattito, secco e leggero. Giasone lo volle caricare ugualmente in cambusa e fu fortunato, perché quello strano pane fu l’unico che non ammuffì, rimanendo buono e croccante, ottimo soprattutto da pucciar nel vino. Così, secondo la leggenda, nacque l’antenato dei biscotti, chiamato dai latini sia Panis nauticus (la “galletta” dei marinai) sia Biscoctus, ossia “cotto due volte”. Gli antichi romani impararono in seguito a cuocere dei biscotti dolci. I commerci con l’Oriente arricchirono ben presto i biscotti di sapori nuovi. In seguito alle varie dominazioni subite anche in Sicilia si iniziò  a produrre biscotti, che ovviamente, i siciliani modificarono con le proprie ricette. DENOMINAZIONEBiscotti, dall’etimologia della parola: cotto due volte ( e per alcuni di essi è proprio così), il tempo l’esperienza e la fantasia  hanno reso possibile produrne di tutti i tipi.CONSIGLIideali per essere accompagnati con il the o per delizia, in qualsiasi momento della giornata. INGREDIENTIFarina 00,  margarina vegetale e/o burro, zucchero, tuorli d’uovo, uova, aroma naturale di vaniglia, aroma rhum. farina 0, sale, zucchero a velo, zucchero semolato. Farcitura: passata di albicocche, cremosi alle nocciole. Ricopertura: cioccolato

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Confezione Mista di Paste Mandorla

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La frutta di Martorana è un tipico dolce siciliano (in particolare palermitano) ed è famoso nel mondo perché la sua preparazione e il confezionamento, prevedono nella forma e nell'aspetto (alla fine del processo di preparazione) la perfetta imitazione o riproduzione di frutti e talvolta ortaggi o pesci. Internamente è simile al marzapane , ma notevolmente più dolce e saporito. La base della sua ricetta è esclusivamente la farina di mandorle e lo zucchero. E' un prodotto inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) ed è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano. Veniva tradizionalmente preparata per la ricorrenza della Festa dei Defunti. A Messina quasi tutte le Pasticcerie producono questo delizioso dolce, molto ricercato e apprezzato anche dai turisti. Deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da GiorgioLE CARATTERISTICHELa frutta martorana è un dolce tipico siciliano molto importante nella tradizione enogastronomica dell’isola , in quanto affonda le sue radici all’inizio del secondo millennio e riproduce fedelmente l’aspetto dei frutti veri che lo rendono una specialità unica al mondo. Dalla trasformazione delle mandorle, le mani sapienti , prima delle suore e poi degli artigiani pasticceri, hanno saputo stupire e deliziare intere generazioni di persone che comprano questo dolce anche per esporlo come soprammobileDENOMINAZIONEDolce dal nome che indica il nome del luogo che gli ha dato le sue origini ( chiesa della Martorana) e dalle forme che riproducono la frutta vera.CONSIGLIQuesto è un dolce che si consuma per soddisfare i momenti di golosità più intensa o nelle festività.INGREDIENTIZucchero, mandorle, glucosio, destrosio, acqua,  aromi naturali, coloranti.INGREDIENTI DEL RIPIENOvarietà torrone gelato: zucchero fondente, mandorle tostate, zuccata siciliana, vanillina.varietà cioccolato: surrogato di cioccolato, granella di nocciole tostate, pasta di nocciole, glucosio, aromi alcolici

Frutta-MartoranaFrutta-MartoranaFrutta-MartoranaFrutta-MartoranaFrutta-Martorana


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